09 September 2013

Il Viaggio - 1


E' la prima riga dall'alto, volo Emirates con destinazione Dubai in partenza il 29 agosto 2013 dall'aeroporto Marco Polo di Venezia alle 21.50.
E' la prima riga, non l'ultima, che indica che siamo all'inizio di qualcosa che ci porterà lontano. 
E' l'inizio, anche se in realtà l'inizio, doloroso, c'era già stato. Diciamo che da adesso procederò da solo.



Il volo che sto per prendere sarà il più lungo che abbia mai fatto, non tanto le 5,5 ore che mi porteranno a Dubai, che è solo la prima tappa, non tanto per il quantitativo totale di ore in sè, quanto per il suo significato. 

Sto partendo per andare in Nuova Zelanda, a Wellington. La distanza è tale che fa paura perchè non si ragiona più solo in termini di spazio, in questo caso entra in gioco il fattore tempo ed il tempo fa paura.

Lo spazio lo controlli, il tempo no.
Ci sono 10 ore di fuso orario tra Italia e Nuova Zelanda.

Il problema a questo punto prende corpo in maniera differente. Ti rendi conto che una cosa che si considera scontata come l'alternarsi di giorno e notte non potrà più essere un metodo di riferimento tra te e chi resta. Tu dormi, la tua famiglia no, mentre dormono loro, tu stai lavorando, la fine della tua giornata lavorativa quasi coincide con la loro colazione.

Per questo è significativo, per me, che quel volo stia sulla prima riga dello schermo, è l'inizio di qualcosa, qualcosa di difficile sia per me che parto sia per la mia famiglia che resta.

Però poi pensi che questo passo deve essere fatto, che, date le circostanze contingenti, non ci sono altre alternative non solo per te ma anche per la tua famiglia che stai, temporaneamente, lasciando in Italia per andare in "avanscoperta" a preparare il terreno. Perchè loro ti raggiungeranno. Sì, ma non subito, non è possibile. E quindi si ritorna al problema del tempo che dovrà passare. Rendiamoci conto che stiamo parlando di 3 mesi, tempi tecnici...3 mesi da solo agli antipodi. 
Gli stessi 3 mesi che la mia famiglia sarà da sola.

Adesso è però ora di imbarcarsi e l'adrenalina ti tiene sveglio, vigile. L'adrenalina fa in modo che tu vada a prendere quel volo perchè, inutile negarlo, faresti i 150 Km che ti separano da casa tua anche a piedi. L'adrenalina, la speranza e la tenacia con cui abbiamo cercato di perseguire il nostro obiettivo spingono. Ci vuole un ultimo sacrificio.

E mi imbarco sul volo che ci porterà lontano.

Alessandro