21 September 2013

Il Viaggio - 3


Mi ci volle un po' per realizzarlo. Era stupida come osservazione e ne risi tra me e me... avevo davvero tanto sotto di me in un rapporto di reciproca indifferenza. Ero sopra la terra, sopra il mare, sopra le nuvole. Nonostante questo la mia attenzione era attratta più che altro dal monitor che avevo davanti che mi dava la mia reale posizione rispetto a casa.



Avevo davvero fatto tutta quella strada. A vederla così non sembrava nemmeno tanta, pochi centimetri sulla mappa, qualche ora di volo. In più il mio giorno non era ancora terminato. Come già detto prima, la breve notte che avevo trascorso volando da Venezia a Dubai aveva assunto più il senso di una siesta pomeridiana, non era stata una notte divisiva tra due giornate differenti, era stata una giunzione. Da questo punto di vista la situazione sembrava gestibile, avevo dei punti di riferimento che guardando fuori dal finestrino perdevano di significato. 
Quindi li tenevo ben fermi, i miei riferimenti, anche se andavamo a circa 1000 Km/h.

Vigile e sereno, niente sonno.

Viaggiando verso est il giorno dura poco. Arrivai a Bangkok che avrebbe dovuto essere pomeriggio (nella mia testa) ma, complice un tempo discutibile, sembrava sera inoltrata.


Pur proseguendo con il medesimo aereo, dovemmo scendere tutti, ripassare presso i controlli di sicurezza e reimbarcarci. Sfortunatamente dimenticai nel bagaglio a mano un set di mini cacciaviti per il mio portatile... se ne accorsero e me ne sequestrarono metà.

Poco dopo ci reimbarcammo.

Una sola cosa mi fece preoccupare: il roaming internazionale del cellulare non funzionava, non potevo scrivere per avvisare dove fossi.
Iniziavo a sentirmi davvero lontano.

Alessandro