27 September 2013

Una questione di soldi: le fregature 1 [UPDATE: La soluzione]


Prima di parlare dei costi mi sento in dovere di fare una raccomandazione: fidarsi è bene, non fidarsi... decisamente meglio. 
Il nostro processo di emigrazione è iniziato parecchio tempo fa in maniera, se vogliamo, ingenua. Volevamo partire e volevamo farlo presto... sbagliato, bisogna fare con calma ed attenzione.



Inizialmente contattammo un consulente per l'immigrazione che ci seguì, ovviamente dopo averlo pagato. E' vero, alcune informazioni ce le diede prima, è anche vero che nessuno lavora gratis. Successivamente, tra problemi personali e tecnici, fummo costretti a rimandare la richiesta per la VISA. Passarono diversi mesi nei quali tutto tacque. Avevamo comunque informato la nostra consulente della decisione di sospendere temporaneamente il processo ed avevamo avuto rassicurazioni in merito al fatto che, poichè non era stata fatta ancora nessuna richiesta formale agli uffici preposti, i nostri soldi versati sarebbero stati al sicuro. Avremo potuto riprendere il processo in qualsiasi momento. Almeno questo era ciò che c'era scritto sul contratto.

Il problema sorse nel momento in cui ricevetti la proposta di lavoro. Se da un lato ero già in contatto con la consulente di cui sopra, dall'altro lato c'è da dire che alle mie successive richieste via mail non ricevetti nessuna risposta. Riuscii a rintracciarla via LinkedIn e, dopo ulteriori attese, mi rispose. 

Sorpresa!!!
Io: A
Consulente: C  
A: Ciao C, è da parecchio che ti scrivo, non mi hai più risposto.
C: Ma a quale indirizzo scrivevi? Questa è la tua prima mail che vedo.

A: A quello del tuo ufficio, l'unico che avessi fino a poco prima di contattarti su LinkedIn.
Pausa. 
C: Non lavoro più per quella compagnia per motivi di salute.
A: Ok, mi spiace per te, ma da parte della tua azienda non mi risponde proprio nessuno!

C: Non hanno più un consulente per l'immigrazione quindi non credo ti possano aiutare.
A: E io?
C: Se vuoi ti posso aiutare io in maniera ufficiosa e tu mi paghi alla fine ma, dato che non sono più consulente autorizzato per l'immigrazione, non possiamo fare un contratto ufficiale.
A: Che? Altri soldi? E quelli che ho già pagato?
C: Prova a scrivere a tizio.caio@chemifregaamme.zzitua
Altra pausa
A: Scusa C, ma tizio.caio non mi risponde, che succede?
C: Tranquillo, l'ho contattato io e gli ho detto che ti ho dato io il suo riferimento, vedrai che ti risponderà quanto prima.
Dopo dell'altro tempo:
A: Ciao C, tizio.caio non risponde, mi daresti una mano?
L'ultima mia email:
A: Ciao C, ti scrivo da Wellington. Voglio solo dirti che tizio.caio non mi ha mai risposto ed io voglio solo chiudere la faccenda in maniera veloce e, se possibile, amichevole.

Alla fine?
Alla fine, prima dell'ultima mail di cui sopra, ho contattato un altro consulente e ripagato tutto da zero (avevo un mese per fare tutti i documenti con l'aggravante estiva e partire, non avevo alternative). 

Mi hanno fregato? 
Sì, ma ho un ufficio di polizia a 200 metri e, soprattutto, se la cosa non si chiude velocemente con un bonifico sul mio conto corrente locale, non farò denuncia dall'Italia ma da Wellington (magra consolazione). 

Servirà a qualcosa? 
Spero sinceramente di non doverlo scoprire ma, se non ricevo risposta alla mia ultima email nel giro di un paio di giorni, inizialmente mi avvarrò del servizio di consulenza legale gratuita che c'è poco lontano da dove lavoro.


Quanto?
Tanto! $ 3590 (dollari neozelandesi, al cambio attuale 2191 €)

Quindi?
Quindi alcuni consigli:
  • ogni consulente per l'immigrazione ha un codice personale che deve essere reso pubblico e lo identifica come consulente autorizzato legalmente;
  • tale codice sta ad indicare che il consulente è "Officially licensed to provide New Zealand Immigration advice by the New Zealand Immigration Advisers Authority";
  • verificate il codice del vostro consulente sul sito web della IAA (http://www.iaa.govt.nz/);
  • dato che su tale sito è possibile fare ricerche per codice personale dei consulenti autorizzati, sceglietene uno che non abbia un solo anno di esperienza (verificate la storia di ogni consulente);
  • l'esame che autorizza un consulente ad esercitare viene ripetuto ogni anno, alcuni mollano dopo poco infatti la mia prima consulente non ha raggiunto i 2 anni di attività, quella attuale è a 5;
  • non pagate un centesimo senza un contratto firmato da parte del consulente (credo questo punto sia superfluo);
Spero di non aver dimenticato nulla, nel caso aggiornerò questo post.


Nei prossimi post una serie di considerazioni relativamente ai costi e magari una lieta novella relativamente ai miei soldi (sperare è ancora gratis no?).

Alessandro

[UPDATE del 16/10/2013]

Come promesso aggiorno questo post a fronte di quella che posso considerare una parziale risoluzione della questione.

Ricordate che la "gentile" consulente (non so se mettere le virgolette sul termine gentile o su consulente) mi aveva consigliato di rivolgermi al Sig. Tizio Caio (di un'altra società) per avere indietro i miei soldi? Bene, qualche giorno fa Tizio Caio mi scrive... ero con i colleghi quindi mi sono allontanato un attimo perchè, in base al contenuto della mail, avrei potuto diventare leggermente scurrile.

Di fatto Tizio Caio si scusava per il ritardo con cui mi rispondeva ma le mie mail erano state portate alla sua attenzione solo da poco (parole testuali). Mi rassicura relativamente al fatto che altri problemi non ce ne sarebbero stati e che avrei potuto continuare la procedura per la VISA con un suo collega (di cui mi manda l'indirizzo di posta... di Gmail).

Prima reazione: ho un canale di comunicazione con sta gente!!!
Seconda reazione: ma sono mesi che ti scrivo, serve che qualcuno ti porti all'attenzione cose che dovresti vedere da solo?
Terza reazione: ma mi pigli per scemo? Io sono già qua!!!

La mia risposta fu un misto di cordialità scritta ed insulti pensati. Rispiegai nuovamente tutta la questione... copiando frasi intere da precedenti email che avevo mandato sempre a lui. Io volevo solo i miei soldi indietro. Stranamente la risposta non si fece attendere: ne doveva parlare con il mega manager, quello con la poltrona in pelle umana per intenderci (lascio gli epiteti del famoso manager ai film di fantozziana memoria).

Dopo 5 lunghi giorni in cui non avranno parlato d'altro se non di me... "ok, ti rimborsiamo... ma non tutto... facciamo cifra tonda, quello che non ti rimborsiamo è quanto da noi sostenuto in termini di spesa per il servizio di cui hai usufruito".

Ero incredule sia perchè avevo la possibilità di riavere i miei soldi, sia per la faccia tosta di sto elemento. Cercai di stimare in termini di ore il lavoro della "gentile" consulente per l'immigrazione ma, ad essere gentili e considerando pure caffè e pausa pranzo non arrivavamo ad 8 ore.

Alla fine accettai e nel giro di 2 ore ebbi i miei soldi sul conto corrente locale (qua le banche sono molto più veloci che in terra natia).

Quanto? Ho recuperato 3000 dei 3590 dollari. Me li avrebbero dovuti restituire tutti? Onestamente credo di sì... e che non ho chiesto gli interessi/danni etc...

Comunque la questione adesso è chiusa.

Tenete sempre a mente i miei consigli di cui sopra.

Alessandro