07 October 2013

Il Viaggio - 5


Era l'alba di un nuovo giorno, lo vedevo nascere e gli andavo incontro.
Il profumo delle brioches calde in aereo si spargeva in fretta, il sole che sorgeva all'orizzonte riusciva a filtrare dai finestrini... ero quasi felice.
Ricontrollai la mappa sul pannello elettronico che avevo davanti, non mancava ancora molto.



Ci avvicinavamo a Sydney e la città mi parve, dall'alto, decisamente diversa da come me la sarei aspettata. Ripensandoci successivamente mi resi conto che non sapevo bene come aspettarmela.


La parte restante del viaggio fu tranquilla complice anche il servizio WiFi gratuito a disposizione in aeroporto. Sentii casa. Ok, solo per iscritto, ma potevo comunicare.
Frasi curiose, emozionate, forse banali ma importanti.
Mi sentivo meglio. Quel breve periodo in aeroporto con la certezza, psicologica, di potermi mettere in contatto in tempo reale seppure ad una così grande distanza (cosa ovvia, soprattutto per uno come me che fa il Systems Administrator da parecchi anni) mi diede la tranquillità che avevo perso la notte precedente. Dopo circa un'ora mi imbarcai nuovamente per Wellington, le ultime ore di viaggio.

Complice lo scarico di tensione, il fatto che non dormivo da non so quante ore, lo stress... insomma, dati questi fattori e sicuramente molti altri, passai dal pensiero al sonno senza nemmeno provare ad oppormi. Mi svegliarono una prima volta per il pranzo, risolsi il problema in un paio di minuti. Una seconda volta, poco prima dell'atterraggio, la voce del pilota che annunciava l'arrivo a Wellington mi diede la possibilità di riprendermi dal torpore.

Sceso dall'aereo passai l'ultimo controllo di sicurezza e venni registrato in ingresso in territorio neozelandese. 

Era sabato 31 agosto 2013, poco dopo le 14.30.

Cambio soldi (che avrei dovuto/potuto fare prima), taxi, albergo, connessione internet, 2 ore di sonno.

Al mio risveglio sarebbe stato un nuovo inizio.

Alessandro