01 December 2013

Qualcosa di profondamente sbagliato


Spesso mi è stato chiesto il perchè, altrettanto spesso il come avrei/avremmo fatto. Il non hai/avete paura la fece da padrone in molte delle discussioni degli ultimi mesi. Poi c'è stato il periodo del "è così lontano" e del "sarete da soli".
Alla fine c'è stato il momento del "siamo con voi".
In linea di massima queste furono le carature di diversi discorsi, tutti più o meno similari, tutti più o meno veritieri... tutti partivano più o meno da un punto di vista personale che non riuscivo più a condividere.



Io ho avuto la partita iva aperta per poco più di due anni e mezzo (e adiòs contributi!!!), ho pagato le tasse che c'erano da pagare ed il mio commercialista è sempre stato più che disponibile nell'aiutarmi a comprendere perchè nell'anno corrente dovevo pagare ingenti anticipi di tasse su previsioni di guadagno relative all'anno successivo (quando nemmeno sapevo se avrei lavorato). Ma intanto si paga no? Poi tanto i soldi ti verranno restituiti... vero, aspetta che lo spiego alla cassiera del supermercato quando vado a pagare la spesa, o all'enel. Pago appena lo stato mi renderà i miei soldi.

Ma queste cose succedevano già prima, non è nulla di nuovo.

Mi scrisse pochi giorni fa relativamente alla mia nuova posizione lavorativa a Wellington:

Non so se dirti “bene” o meno, perché da una parte sono contento che tu abbia un lavoro ma dall’altra mi rammarico che un giovane debba uscire dal proprio Paese per averlo.

Mi trovo in perfetto accordo. Come gli risposi:

La cosa rammarica, per certi versi, anche me ma quando ad un colloquio tecnico la prima domanda che ti fanno è se hai la partita iva vuol dire che c'è qualcosa di profondamente sbagliato nella maniera di fare impresa e nella maniera in cui molte aziende si approfittano della crisi economica contingente.Per questo, da questo punto di vista, sono contento di aver cambiato azienda, il problema è che, per fare ciò, ho dovuto pure cambiare emisfero.

Questo è il punto. 

Le tasse? C'erano, ci sono e ci saranno (sempre di più a quanto pare). Non sono questo il punto focale. Il problema è che qua non solo c'è "La Crisi" ma ci sono soprattutto quelli che ci campano sopra, quelli che campano sulla disperazione delle persone, quelli che usano l'attuale congiuntura economica come una mera scusa.

Io sono stato fortunato, ho lavorato in partita iva per aziende serissime in Italia ed in Spagna... ma sono stato anche "meno fortunato" incappando in aziende che se fallissero farebbero solo che il bene del mondo del lavoro. Perchè? Perchè, a parer mio, se ti comporti in certi termini, è meglio per tutti che tu fallisca e lasci spazio ad aziende serie.

Questo è il punto che non condivido più. Proprio questa maniera di considerare il lavoro come 

ringrazia di averlo e tienitelo stretto a qualunque costo

Questo non è lavorare, è schiavitù e, sinceramente, avendo la possibilità di cambiare, ho preferito cambiare. 

Alcune persone con cui parlai mi dissero che avrei potuto fare altro nella vita, non necessariamente il lavoro che avevo fatto per i 12 anni precedenti... avrei potuto, certo... ma perchè? Perchè devo buttare via 12 anni di professionalità acquisita tra mille sacrifici? Perchè devo ricevere offerte di lavoro ragionevoli solo dall'estero?

Perchè mi avete messo in condizione di dover e voler andare via per avere un futuro migliore e per poterlo garantire anche alle mie bambine?

Alessandro